il granuloma apicale

Cosa è che causa il granuloma apicale e quali sono le possibili terapie per la cura di questa infezione cronica.

Talvolta durante una visita dal dentista di controllo può essere proposta una ortopantomografia, cioè una radiografia di tutta la bocca, per verificare lo stato di salute di tutta la componente ossea e aerea dell'apparato stomatognatico.

La ortopantomografia permette di verificare la presenza di sinusite, cisti e carie permettendo così al dentista di verificare il corretto stato di salute del paziente. L'ortopantomografia è molto utile inoltre per rilevare la presenza di granuloma apicale.

Il granuloma apicale è rappresentato da una semiluna grigia, cioè una radiotrasparenza, che circonda l'apice della radice di un dente.

Il granuloma apicale è causato da una presenza batterica nella radice del dente, i batteri producendo tossine escono dal dente e si dirigono verso i tessuti procurando un'infiammazione di tipo antigene-anticorpo terminando con il riassorbimento osseo periapicale (radiotrasparenza) e la comparsa di tessuto infiammatorio.

Quando il dente è sano , l'attività batterica non si verifica perchè il nervo vitale si difende attraverso gli anticorpi portati dal sangue.

Le cause del granuloma apicale quindi sono:

1. quando il nervo del dente sia morto spontaneamente (necrosi pulpare)

2. quando il dente sia stato in precedentemente devitalizzato.

Quando il nervo del dente è morto nella radice si formano batteri, il tessuto in decomposizione infatti provoca la formazione di batteri che con le loro tossine fuoriescono dall'apice, ciò non avviene se il nervo è vivo e quindi i batteri vengono immediatamente bloccati dalle difese immunitarie dell'organismo e non si diffondono ad altri organi a distanza, limitandosi a dare origine ad una sofferenza apicale. Bisogna intervenire in questo caso con una celere devitalizzazione prima che si perda del tutto il dente.

Nel caso di un dente precedentemente devitalizzato è possibile che con il tempo si verifichi il granuloma apicale anche se l'odontoiatra è stato accorto nella devitalizzazione operando con le metologie adeguate, isolamento con diga, bagno di ipoclorito di sodio, ultrasuoni intraradicolari, nichel-titanio, ecc.

Un dente devitalizzato può durare anni ma c'è un' alta percentuale di denti che prima o poi dopo la devitalizzazione vedono comparire un granuloma apicale dovuto alla conformazione di un dente difficile, a radici curve, o un delta apicale particolarmente diramato.

Perchè allora devitalizzare un dente?

Un dente viene comunque devitalizzato anche se sappiamo che con molta probabilità verrà tolto forse dopo i successivi 20 anni perchè si preferisce salvare il dente devitalizzandolo che toglierlo completamente.

Il granuloma comunque non si manifesta subito può rimanere silente per anni prima di manifestarsi, non da sintomi e spesso si scopre solo con radiografie. Una volta che il granuloma è evidente non può essere curato con antibiotici, solo se i batteri escono dall'apice e raggiunge i tessuti circostanti la radice e quindi irrorati dal sangue, può essere attaccata e distrutta dagli antibiotici.

Ma al di fuori della fase acuta gli antibiotici non hanno effetto e bisogna intervenire rimuovendo il granulomaquesto perchè se le difese immunitarie del paziente si abbassano, in modo acuto o subacuto, i batteri che colonizzano l'interno della radice possono passare nel circolo ematico e, attraverso questo, raggiungere ed installarsi in aree più importanti dei denti: valvole cardiache, reni, fegato, ecc., mettendo a repentaglio la salute del paziente.

Le tecniche per rimuovere il granuloma sono tre:

ritrattamento canalare: consiste nel rimuovere l'otturazione del dente e disinfettare nuovamente i canali devitalizzati precedentemente. Se invece con la radiografia non si riesce ad individuare il punto in cui si possono essere insediati i batteri e la cura canalare precedente risulta buona è possibile che questa tecnica non sia sufficiente. Si può allora associare o sostituire con l'apicectomia;

apicectomia: consiste nel fare una breccia ossea all'altezza dell'apice del dente incriminato e rimuoverlo avendo cura di eseguire un'otturazione della radice decapitata. Non sempre questa tecnica è applicabile per conformazione ossea particolare. Infatti la radice palatina del sesto dente superiore penetra molto spesso nel seno mascellare rendendo sconsigliabile l'apicectomia;

estrazione dentale: se le precedenti tecniche non sono possibili da applicare, l'unica soluzione rimanente è la rimozione del dente con una pulizia chirurgica.

Concludendo: i granulomi, vanni eliminati come scoperti anche se inizialmente non dolorosi, ciò uò portare con il tempo a infezioni più gravi su altri organi.

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